SABATO 8 novembre – ore 14,15 da Piazza Loggia.

Ciclo-pedalata Culturale

Nel centro storico di Brescia per soffermarci sui 4 qualificati Piani Particolareggiati del Cinquecento tuttora ben visibili in piazza del Lino (già p.zza Mercato), in quella che fu la Contrada del Gambero, corso Palestro/inizio di via Gramsci e dintorni e la via Nuova (ora v.Beccaria). Percorso non solo di particolare interesse culturale ma anche di utilità propedeutica quando proporremo la uscita in area ferrarese (probabilmente già nel 2026) dove avremo modo di verificare visibilmente cosa fu la famosa Addizione Erculea, ovvero quella straordinaria opera urbanistica iniziata a Ferrara alla fine del XV secolo per iniziativa del duca Ercole I d’Este e realizzata grazie al suo architetto di corte Biagio Rossetti. Fu la prima nel suo genere per estensione e organicità, tale da renderla, secondo Bruno Zevi la prima città moderna europea e che diffonderà la concezione di più evoluti Piani Regolatori trovando pronta applicazione anche nella Magnifica Città di Brescia in virtù dei numerosi contatti, dal Quattrocento avanzato a buona parte del Cinquecento, fra l’ambito bresciano e quello ferrarese. Basti citare:

– la Pace di Bagnolo che pose fine alla devastante “Guerra del Sale” combattuta fra Venezia e Ferrara che venne infine firmata ai Quattro Camini nel 1484 (allora località della omonima “Quadra” di Bagnolo che comprendeva 7 realtà territoriali poi divenute autonomi Municipi ), già posta romana sul cardo della via cremonensis, praticamente la prima area attrezzata per il cambio cavalli per chi partiva da Brixia;

– i rapporti fra il Savonarola (nato a Ferrara) ed il beato Sebastiano Maggi della potente e prestigiosa nobiltà bresciana. Papa Alessandro VI lo nominò Giudice nel procedimento contro il

frate ribelle e tale fu la sua autorevolezza che si permise di non emettere la sentenza mortale che invece fu poi emessa dal suo più giovane e scaltro successore;

–interessanti ed intensi gli intercambi fra Agostino Gallo con A.Lollio e L’Accademia degli Infiammati;

– assai proficua la presenza di Vincenzo Maggi sia alla corte Estense che come precettore dei loro figli nonché Lettore di Filosofia alla rinomata Università estense. Qua ben presente dal 1542 (vi morì nel 1564). Sicuramente l’autorevolezza del Maggi anche fra la nobiltà bresciana cui apparteneva avrà contribuito a veicolare quelle innovative esperienze che si stavano manifestando in Ferrara.

– Altro Cinquecentesco contatto ferrarese col territorio bresciano fu il matrimonio fra Bartolomeo III° Martinengo-conte di Villachiara (1487-1558) con Rizzarda d’Este, nipote del duca Alfonso I° d’Este (e di Lucrezia Borgia) e, guarda caso, il cordolo in laterizio perimetrante il castello di Villachiara ha la stessa forma a “treccia” di quello che vedremo ciclopedalando dall’esterno il castello di Ferrara (qua però in pietra ). La forma a treccia non risulta molto diffusa sul resto del territorio bresciano dove è ben più presente invece la più semplice forma lavorata a “toro” (il mezzo tondo), differenziandosi semmai solo nell’impiego del materiale (in pietra se inserito in architetture di un certo rilievo ed in laterizio se interessava architetture di minore rappresentanza).

Testo redatto dall’arch. Dezio Paoletti consultando l’Enciclopedia bresciana di mons. Antonio Fappani e da suoi sopraluoghi con contatti diretti con esperti dei luoghi visitati.

APERTA A TUTTI